Anna Elisabetta Ziri

Oggi andiamo a conoscere una delle poche startup totalmente femminili in Italia. Andiamo a conoscere Nemoris, con la sua fondatrice Anna Elisabetta Ziri.
Elisabetta parlaci un pò di te.
 
Sono laureata in matematica e ho sempre lavorato nel mondo del software: ho una buona percentuale di formazione nerd in me, sono cresciuta a latte e Star Trek, io e mio marito ci siamo conosciuti su internet al tempo in cui Facebook ancora non esisteva e al cinema ci vado per vedere i film tratti dai fumetti. Sono anche una mamma di due bimbi di 5 e 7 anni, ho il pallino dell'ecologia e sono alla continua ricerca di uno stile di vita sostenibile che si sposi con la mia anima tecnologica. Ho fondato Nemoris nel 2011 insieme a Silvia Parenti, una mia collega, mamma anche lei, e siamo una delle poche startup informatiche totalmente al femminile in Italia. Per puro caso anche la nostra prima dipendente è una donna, ma abbiamo anche collaboratori maschi, pensiamo che lavorare con persone diverse da noi sia un arricchimento.
 
Ci parli un pò di Nemoris?
 
Il nome Nemoris, è un nome latino, deriva da nemus, nemoris, che significa foresta. Ci siamo chiamati così perché volevamo essere un'azienda verde, perché il nostro software permette di liberarsi pian piano del cartaceo, quindi aiutiamo a salvare le foreste, e anche perché la foresta può anche essere un luogo intricato, e noi vorremmo aiutare chi utilizza il nostro software a venirne fuori, a semplificare il proprio lavoro, il proprio archivio, la propria gestione dei documenti.
 
Come avete scelto il vostro logo?
 
Il logo l'abbiamo disegnato noi, su un foglietto, quando ancora Nemoris era solo un'idea. Rappresenta una ghianda, ma ricorda vagamente un mouse.
Una ghianda è piccola, ma da quella nasce una quercia. Era di buon augurio, ma voleva essere anche un programma: un software all'apparenza semplice ma che avrebbe dato grandi risultati.
 
Come è nata l'idea?
 
Io e Silvia lavoravamo in una bella azienda con un respiro internazionale, che però non è stata risparmiata dalla crisi, nel 2010. Il numero delle ore lavorate diminuiva di continuo a favore di contratti di solidarietà e cassa integrazione. La situazione attorno non era rosea per cercare un altro lavoro in Italia, avevo due bambini piccoli e una professionalità piuttosto elevata in un campo molto specifico. Ci siamo dette che era l'occasione per studiarci un po' di linguaggi e metodologie che volevamo imparare. Ma sapevamo che senza un problema concreto da risolvere sarebbe stata solo teoria. Mio marito è avvocato, aveva bisogno di un software per archiviare le pratiche, il marito di Silvia invece lavora nel settore della qualità, e vede la difficoltà delle aziende nella gestione dell'archiviazione dei documenti. Abbiamo studiato questa problematica, abbiamo riallacciato i rapporti con l'università di Bologna per farci aiutare a risolvere il problema in modo innovativo, costruendo un prodotto che semplificasse la gestione dei documenti sia cartacei che digitali.
Un software semplice nell'utilizzo, che capisse da solo come archiviare i documenti senza fatica, estraendo da solo i dati salienti e permettendo una ricerca più ampia, di tipo semantico. Così è nato il primo prototipo di Ilexis, specifico per gli avvocati, da cui abbiamo poi estrapolato Nexus, un motore di archiviazione e di ricerca di documenti di tipo testuale, personalizzabile in vari contesti, ad esempio per l'acquisizione e la ricerca di curriculum vitae. La cosa ci ha preso la mano, abbiamo sottoposto la nostra idea ai percorsi per i progetti di impresa dell'Emilia Romagna, Spinner e We Tech Off, e ci hanno preso subito, vedendo la potenzialità innovative del nostro prodotto. Nemoris è nata da questo, la ricerca di una soluzione ad un problema concreto, e ormai che c'eravamo ci siamo dette che ci dovevamo provare a fare le imprenditrici, anche se il periodo non era particolarmente favorevole, altrimenti l'avremmo rimpianto.
 
Che consigli daresti a delle giovani ragazze che vogliono intraprendere una simile esperienza?
 
Non mi sento molto nella posizione di consigliare, siamo in fondo ancora così giovani come azienda! Tanto per trovare consigli su come far nascere una startup basta fare una ricerca su Google, e davvero non c'è mai stato tanto materiale e tanta ispirazione a cui attingere.
Oggi comunque è facile cominciare un'impresa informatica: frequentiamo le comunità open source, abbiamo praticamente il nostro ufficio in cloud, se abbiamo bisogno di un libro o un manuale basta un click e arriva subito la versione digitale. Lavoriamo dove ci è comodo sui nostri portatili, non facciamo certo orari da ufficio ma spesso lavoriamo la sera dopo aver messo a letto i bimbi o ci portiamo il lavoro in vacanza per poter prolungare la permanenza insieme alla nostra famiglia.
Potenzialmente il nostro mercato è il mondo, se si produce e si distribuisce software si può cominciare con pochi fondi e arrivare lontano.
Però vorrei aggiungere un fattore personale: per noi è stato importante essere in due e con un buon rapporto reciproco. Sappiamo che dobbiamo anche staccare per stare con la nostra famiglia, ci incoraggiamo, a volte ci obblighiamo a vicenda a prendere comunque un po' di ferie, ci aiutiamo a non mollare quando le cose si fanno difficili.
Di recente ho sentito ad un convegno citare uno studio per cui in realtà in Italia le imprese di donne stanno crescendo di numero più di quelle maschili ma allo stesso tempo le donne tendono a ritirarsi più facilmente. Questo perché è inevitabile fare degli errori quando si prova una strada nuova, ma spesso le donne prendono un fallimento su un piano personale, come un giudizio su se stesse. In questo anche la scarsità di modelli di imprenditoria tecnologica femminile incide, per questo iniziative come NERD sono molto importanti.
Quindi direi di circondarsi di persone che siano sincere ma diano fiducia, vi sostengano, perché comunque nessuna impresa può essere esente dai momenti di difficoltà, e creare delle relazioni forti sia con i clienti che con i collaboratori, anche grazie alla rete.