Elisabetta Bianchini

Oggi abbiamo incontrato Elisabetta, una dei soci fondatori di Quipu un’azienda biomedicale che sviluppa prodotti per una prevenzione non invasiva e realmente efficace delle malattie cardiovascolari. In questa intervista ci parlerà del loro primo prodotto Cardiovascular Suite.

Elisabetta, raccontaci un po di te.

I miei studi includono la laurea in ingegneria elettronica ed un PhD in automatica, robotica e bioingegneria presso l’università di Pisa. Ho avuto inoltre la fortuna di essere selezionata insieme ad altri ragazzi italiani per una borsa di studio Fulbright BEST (http://bestprogram.it). Questo è un programma nato per favorire il cambiamento culturale nelle giovani generazioni di scienziati, proponendo un modello basato su innovazione e trasferimento tecnologico. L'esperienza ha previsto sei mesi negli Stati Uniti ed oltre al conseguimento di un "Certificate in Technology Entrepreneurship"(Leavy School of Business, Santa Clara University, CA), mi ha permesso di svolgere un'attività di internship presso realtà aziendali biomedicali della Silicon Valley.

Oltre alla tecnologia, mi piace tantissimo viaggiare e sentirmi a casa mia, quando a casa mia non sono. Un’altra mia passione è cucinare, e scoprire i Paesi che visito assaporandone la cucina. Infine mi piace molto fare lunghe camminate, sola o in buona compagnia.

Sono una dei soci fondatori di Quipu, un’azienda biomedicale che sviluppa prodotti per una prevenzione non invasiva e realmente efficace delle malattie cardiovascolari. Attualmente mi sto occupando in particolare della certificazione biomedicale dei nostri prodotti e dell’organizzazione ed implementazione di un sistema qualità aziendale.

Come si chiama la vostra startup? Di che cosa si occupa?

La nostra startup si chiama Quipu (www.quipu.eu) e si occupa di sviluppare prodotti per una valutazione accurata ed efficace del rischio cardiovascolare.

Come sapete sicuramente, le malattie cardiovascolari sono oggi una delle principali cause di morte e di invalidità nei paesi occidentali. Sempre più attenzione è stata dedicata negli ultimi anni alla prevenzione in questo settore, con il fine di migliorare la qualità della vita e di ridurre i costi di ospedalizzazione dovuti alla larga diffusione di questo tipo di malattie. Recentemente, si è affermata la consapevolezza che per prevenire e curare in maniera efficace chi è affetto da patologie, la valutazione “classica e sommaria” del rischio cardiovascolare non è sufficiente. Una caratterizzazione reale e personalizzata del paziente, e quindi una prevenzione precoce, é possibile solo grazie a parametri oggettivamente misurabili su immagini e/o segnali biomedici e, in presenza di sistemi di misura appropriati, monitorabili negli anni in maniera precisa. Quipu sviluppa prodotti in grado di rilevare in maniera accurata ed affidabile, questi parametri, che vengono chiamati biomarcatori.

Parlaci del vostro prodotto.

Il nostro primo prodotto si chiama Cardiovascular Suite ed è un software per la valutazione di indici precoci di rischio cardiovascolare ottenuti tramite elaborazione di immagini ecografiche. Attualmente la valutazione del rischio di un soggetto si basa su stime statistiche, sulla probabilità che un soggetto ha di sviluppare una patologia perchè appartenente ad una determinata popolazione di pazienti. Il dispositivo è innovativo perchè permette di implementare un modello innovativo di screening cardiovascolare; il nostro prodotto è in grado di riformulare il rischio di popolazione in rischio individuale andando a fornire informazioni accurate e precoci che possono essere utilizzate per un trattamento più mirato, non tardivo e quindi realmente efficace.

La suite è composta da due applicativi, che forniscono la stima di due biomarcatori:

  1. FMD Studio per la valutazione della funzione endoteliale.
  2. Carotid Studio, per la valutazione dello spessore medio- intimale e della rigidità della carotide.

Come è nata l'idea?

L’idea è nata da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e dell’Università di Pisa che lavorano insieme da parecchi anni. In particolare Vincenzo Gemignani, Francesco Faita ed io abbiamo condiviso un decennio di attività ed insieme ci siamo interessati a varie forme di trasferimento di tecnologia verso il mercato maturando la convinzione che questo passaggio è fondamentale per dare valore al nostro lavoro. A completare il team due medici, Lorenzo Ghiadoni e Rosa Sicari, come scientific advisory board ed Edoardo Pagnini il nostro business developer.

In futuro la vostra startup pensa di sviluppare qualche altro software/applicazione?

Sì, siamo una startup giovane e dinamica e la novità è uno dei nostri punti di forza. Dopo avere lavorato sull’organizzazione dell’azienda (in particolare sulle certificazioni indispensabili per vendere in ambito biomedicale e sulla creazione di una rete distributiva) ci stiamo concentrando sullo sviluppo di nuovi prodotti, cercando di far tesoro delle esperienze ed incontri fatti in questi ultimi due anni.

Che consigli daresti a delle giovani ragazze che vogliono intraprendere una simile esperienza.

A delle giovani ragazze direi prima di tutto, proprio come state comunicando tramite il vostro progetto NERD?, che non sono sole, non sono le prime donne ad imbarcarsi in esperienze di innovazione e tecnologia e non saranno le ultime. Vorrei dire che non è importante emulare, ma essere sé stesse, che le donne e gli uomini sono diversi e proprio dall’integrazione e valorizzazione di questi due modi di essere possono nascere team e soluzioni potenti. Vorrei dire loro di avere grinta ed allo stesso tempo accettare il fallimento proprio ed altrui. Vorrei ricordare a queste ragazze quanto è importante, oltre alla preparazione tecnica, saper comunicare e che tante idee innovative non sono andate avanti a causa dell'incapacità di condividerle tramite una storia semplice e convincente. Ed infine vorrei dire loro che, oltre alla propria passione e determinazione, ci sono altri due buoni motivi per non mollare mai: le nostre mamme e le nostre figlie.