Francesca Romano

Francesca fa parte del team tutto italiano composto, oltre che da Francesca, da Andrea Meriggioli, Gioia Pistola e Fabrizio Cialdea che ha creato Atooma, un app Android premiato al Mobile World Congress 2013 come applicazione più innovativa dell'anno.

Francesca presentaci il team.

Io e Andrea siamo due designer, lui più focalizzato sulla user interface ovvero grafica, creativitá, illustrazione io più sulla ux ovvero progettazione logica e funzionale di interfacce digitali.

Gioia è la responsabile marketing e PR, lei ha studiato marketing e comunicazione e ha frequentato un master in mobile marketing. Mentre Fabrizio è ingegnere delle telecomunicazioni ed è il leader del team di sviluppo.

Francesca siamo curiosi di conoscere qualcosa in più della vostra app, iniziamo dal nome Atooma che significa?

Atooma sono le iniziali di 'a touch of magic' perche è quello che vogliamo portare nella vita degli utenti.

La vostra app è stata definita la più innovativa dell'anno, perchè?

Io credo che sia l'idea di democratizzare le competenze di programmazione del software ad essere la vera innovazione.

Atooma è un app che permette veramente a chiunque di programmare nuove funzioni sul telefono, da alcune molto semplici ad altre piu complesse, senza saper scrivere una sola riga di codice e in meno di un minuto, grazie all'interfaccia grafica studiata per essere il piu possibile conforme alle aspettative dell'utente.

L'idea di dare in mano, affidare gli strumenti giusti, per costruire qualcosa di totalmente personalizzato e nuovo ha in qualche modo avuto lo stesso potere che hanno i Lego sui bambini: semplici pezzettini che stuzzicano la fantasia.

L'interfaccia sicuramente è la cosa che piu colpisce dell'app. L'abbiamo studiata nei minimi dettagli e la rifiniamo continuamente in seguito ai feedback degli utenti. E poi l'idea che come ho gia detto riesce a modulare qualunque esigenza dell'utente dalla piu semplice alla piu complessa ."

Come è nata l'idea?

E' nata dalla mia tesi di laurea in disegno industriale presso L'ISIA di Roma. Il progetto era molto sperimentale e riguardava il futuro della UX nel mondo del mobile. Il concetto di app era appena nato e io avevo immaginato e progettato un modo per combinare insieme le loro funzionalità. Poi l'idea si è concretizzata all'interno di InnovAction Lab un programma

per studenti e neolaureati che vogliono imparare ad essere imprenditori.

Che consigli daresti a delle giovani ragazze che vogliono intraprendere una simile esperienza?

Di farlo se sono più che determinate, se hanno la "tigna", la volontà e la passione di portarla avanti.

Grazie Francesca e in bocca al lupo!