Roberta Minerva

Oggi abbiamo incontrato Roberta Minerva, CEO di Brainable, una piattaforma videoludica per la riabilitazione dei disabili cognitivi.

Roberta parlaci un po di te.

Ho cominciato a studiare l’informatica fin da piccolina. All’età di 6 anni mi sedetti per la prima volta davanti ad un computer e fu amore a prima vista. Ho conseguito la laurea triennale in Informatica e Comunicazione Digitale all’Università di Bari con il mio primo videogame in ambito riabilitativo. Spinta dal desiderio di diventare Game Designer, mi sono trasferita a Roma per finire gli studi presso la facoltà d’Informatica de “La Sapienza”, l’unica in tutta Italia ad avere un corso specifico di Game Design. Quando non sono impegnata a “smanettare”, adoro giocare con i videogame…Il bello è che chiunque osa criticarmi riceve la laconica risposta “non sto giocando, sto facendo un’analisi dello stato dell’Arte per lavoro”…. Ed è pure vero!

Roberta quest'anno hai partecipato a "InnovAction Lab", che esperienza è stata? La consiglieresti?

InnovAction Lab mi ha cambiato il modo di pensare, di agire, di essere…Insomma, mi ha cambiato la vita! Tre mesi in cui non avevo più vita privata, non uscivo e non dormivo, a strettissimo contatto con il mio fantastico team quasi h24 (un membro del mio team è di Padova, e per quei tre mesi ha praticamente vissuto a casa mia). I sacrifici sono stati tantissimi, così come le lacrime versate nell’ultima fase… Ma è l’esperienza che ti cambia nel profondo; cominci a vedere il mondo sotto un’altra prospettiva, cambia il modo in cui ti relazioni con tutto ciò che è intorno a te! Ed alla fine di tutto, senti nulla potrà più spezzarti! Io non solo lo consiglio a tutti, ma lo renderei obbligatorio in università come formazione personale e professionale. Da quando ho affrontato InnovActionLab, è cambiato anche il mio approccio allo studio: ho dato tre esami in un mese ottenendo il massimo punteggio e sentendo meno il peso dello studio…nonostante il mio impegno fosse totale! Che dire, innlab è scuola di imprenditoria, ma soprattutto scuola di vita! Ragazze/i provateci, non ve ne pentirete.. Prossima call a Marzo, quindi mi raccomando!

Come si chiama il vostro progetto? Che cos'è?

Il progetto con cui siamo arrivati in finale ad InnovactionLab si chiama Brainable, una piattaforma videoludica per la riabilitazione dei disabili cognitivi. Detto in parole semplici, è un vero e proprio videogame 3d progettato per aiutare nella riabilitazione di tutte le disabilità cognitive (quindi non sono dislessia ed altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ma anche deficit cognitivi, ritardo mentale, finanche demenza senile ed halzaimer) e per pazienti di qualsiasi età, dal bambino dislessico al nonno affetto da demenza senile.

Qual è l'aspetto innovativo del vostro progetto?

Gli aspetti innovativi in realtà sono molteplici. Innanzitutto è il primo videogame adatto a tutti ed a qualsiasi disabilità cognitiva, mentre i prodotti già esistenti sono molto categorizzati; un secondo aspetto molto importante è l’inserimento della componente di teleriabilitazione: tramite una dashboard lo specialista che ha in cura il paziente può decider la tipologia di gioco che il paziente dovrà svolgere, impostarne i parametri come difficoltà, numero massimi di errori, obiettivo da raggiungere, ma soprattutto ha a disposizione uno strumento che analizza e presenta i risultati ottenuti dal paziente, al fine di rendere più veloce il trattamento terapeutico. Tutto questo senza che il paziente veda altro al di fuori del gioco, che si presenta come un labirinto composto da tante stanze, ognuna contenente un diverso esercizio-gioco: obiettivo superare tutte le prove per raccogliere delle chiavi presenti nelle varie stanze che apriranno un misterioso baule..

Come è nata l'idea?

L’idea nasce dal mio progetto di laurea triennale, nella quale feci un videogame per la riabilitazione dei disgrafici ( persone incapaci di scrivere). Nella fase di sperimentazione, durata un anno, notai che i medici dovevano stare per forza accanto al bambino quando finiva di giocare per segnare eventuali errori/punteggi, i giochi erano poco accattivanti e dato che il medico era costretto ad impostare il gioco davanti al paziente, esso si sentiva spesso frustrato e diverso dagli altri per i tipi di impostazioni. Comincia allora ad elaborare il progetto su cui sto scrivendo la mia tesi magistrale e grazie al sostegno della mia relatrice, la Prof.ssa Maria De Marsico, e del mio correlatore, il Prof. Francesco Lutrario, decisi di provare ad entrare in InnovactionLab e di cercare un team che ci credesse come me e volesse provarci. Risultato: siamo arrivati in finale, ottenendo un ottimo piazzamento e siamo ora in trattativa per dei finanziamenti.

Attualmente a cosa state lavorando?

Attualmente stiamo terminando la versione alpha della dashboard e iniziando la versione beta del gioco da 5 esercizi-gioco. Contiamo per febbraio 2014 di uscire con la versione beta pubblica. Il ritardo nel lavoro è dovuto anche ad una riformazione del team: del team originale siamo rimasti io ed il designer Stefano Marchetto, e da un mese si sono aggiunti a noi 3 persone conosciute durante innovactionlab: l’altra instancabile donna del team, Ilaria Mattana, che si occupa principalmente del lato organizzativo e delle public relation del team, poi abbiamo Tsuneo Kurihara, un grande programmatore ex cofounder di Atooma ed ora nostro game developer , ed infine il nostro fantastico esperto di finanza Massimo Valentini, che prima di innovactionlab lavorava alla Johnson&Johnson. Abbiamo riformulato il piano strategico, proponendoci non più come azienda monoprodotto ma pluriprodotto:siamo fermamente convinti che la videogame therapy può migliorare la vita delle persone disabili e il nostro obiettivo con il primo prodotto, Brainable, sarà quello di fornire una terapia più efficace e divertente per il recupero delle disabilità cognitive.

Che consigli daresti a delle giovani ragazze che vogliono intraprendere una simile esperienza.

Non arrendersi mai. Fare informatica, come mi disse tanti anni fa il mio primo professore di programmazione, è l’unica cosa che ci avvicina all’essere Dio: mentre nelle altre professioni si manipola un qualcosa di già esistente, creato dalla Natura (o da Dio per chi è credente), l’informatica è l’unica materia che ti permette di creare dal nulla ciò che prima non c’era. Per farlo bisogna studiare con impegno, ma soprattutto bisogna prefiggersi degli obiettivi chiari da perseguire giorno per giorno, per quanto duro e difficile possa essere il cammino. E, per chi come me vuol diventare imprenditrice, ci saranno tanti sacrifici e momenti duri da affrontare, per questo imparate a far affidamento su di voi, imparate a provare e fallire, ma non dimenticate mai di cercare persone che stiano al vostro fianco e di cui vi fidate, perché nell’informatica in primis e soprattutto nel mondo imprenditoriale, il successo nasce da un ottimo team che sa lavorare bene insieme come un unico essere. In bocca al lupo ragazze!

Per informazioni sul nostro lavoro: www.brainablegames.com