Natascia

Sono Natascia, ho 39 anni, sono laureata presso l’Università degli Studi di Roma La sapienza e sono un funzionario statale dipendente presso l’ Aci-Pubblico Registro Automobilistico (PRA) dal 2002, sono sposata e ho una figlia di 8 anni.

Mi occupo principalmente di tasse automobilistiche (contenzioso per irregolarità dei versamenti, rimborsi di pagamenti non dovuti, esenzioni e sospensioni dal pagamento, ecc.), curo le relazioni e la corrispondenza con i privati e con le amministrazioni pubbliche sia utilizzando canali tradizionali, sia la mail sia la Pec, sono addetta al protocollo informatico e sono responsabile dell’aggiornamento e cura del sito web dell’Ufficio provinciale dove lavoro.

Negli anni mi sono interessata alle tematiche della Mobilità Sostenibile frequentando un Master sempre presso l’ Università La Sapienza.

Essere un funzionario statale oggi, significa lavorare tendendo ad offrire la qualità al cittadino, garantendo la piena soddisfazione per il servizio erogato.

La pubblica amministrazione del XXI secolo viaggia sul Web.
Termini come informatizzazione, dematerializzazione del cartaceo, digitalizzazione sono alla base dell’agire di tutte le PA e di Aci.
Lo stereotipo dello “statale” con camiciotto bianco e manicotto nero, pile di carta e faldoni accatastati resta relegato alle immagini di scoloriti film degli anni ‘60.
I progressi della tecnologia hanno permesso modalità di prestazione del lavoro sino qualche anno fa inimmaginabili.

In questi ultimi 3 anni, sto sperimentando il telelavoro domiciliare lavorando da casa 4 giorni su 5.
Questo è possibile tramite collegamento Internet con VPN per poter accedere alla rete privata del mio Ente, in tal maniera opero sul sito Web, rispondo alle richieste che pervengono ordinariamente alla casella di posta elettronica come per PEC.
Inoltre poiché è utilizzato il protocollo informatico sia in entrata sia in uscita dall’Ufficio con conseguente scannerizzazione dei documenti, possono da casa definire istanze di rimborso come un contenzioso tasse automobilistiche senza avere tra le mani un solo foglio di carta!.
Nella PA di oggi “viaggiano” flussi di dati ed informazioni non le “scartoffie”.

Lavorare ed avere una famiglia da seguire non è semplice e ancora oggi troppe donne sebbene altamente scolarizzate sono costrette a rinunciare alla loro realizzazione professionale per accudire i figli e i genitori anziani, in altri casi ad abbandonare il “borgo antico” e, con conseguente impoverimento delle zone rurali delle migliori e giovani energie, a trasferirsi nelle grandi città.
In ogni caso coniugare famiglia e carriera è operazione funambolica, parlo con cognizione di causa.
Forse voi ragazze, Donne lavoratrici del domani, avete vissuto indirettamente tale esperienza quando le vostre mamme per ragioni di lavoro non vi hanno garantito la loro presenza nei più piccoli ma importanti momenti della vita, ma assicuro anche che alle vostre mamme ogni giorno si è “stretto” il cuore chiudendo la porta di casa per andare a lavorare.
Telelavorare da casa significa ridimensionare la vita, nei rapporti con i figli, con gli insegnanti, con i colleghi...riappropriarsi del tempo, annullando le distanze e i tempi di spostamento per arrivare sul luogo di lavoro (il mio dista più di 100 Km da casa), togliere l’ansia dal quotidiano: disponendo di una finestra di 12 ore entro cui lavorare le 7 ore e 12 minuti dovute, si possono prendere le pause nel momento fisiologicamente più opportuno.

Spero, leggendo la mia esperienza di lavoratrice e madre siate riuscite a “condividere” il mio mondo e il mio sentito, di avervi in queste brevi righe aiutate in qualche modo nel decidere cosa vorrete essere domani.

Vi saluto tutte con l’augurio di un futuro radioso.